
Ricordiamo una delle sue frasi più belle:

Stefano Di Maria
Ecco le squadre del torneo "Don Bosco cup 2010"
DEPO 1
1. Ermes Rivoli (CAPITANO)
2. Damiano Salvaggio
3. Danilo Gentile
4. Salvatore Notaro
5. Giuseppe Trombino
6. Alessio Refano
DEPO 2
1. Ismaele Palumeri (CAPITANO)
2. Nicolò Barbera
3. Salvatore Gagliardo
4. Alessio Bertini
5. Giovanni Arancio
6. William Lauria
7. Walter Grillo
DEPO 3
1. Filippo Giongrandi (CAPITANO)
2. Luca Azzolina
3. Giongrandi Totò
4. Danilo Larganà
5. RobertoRestivo
6. William Fioriglio
7. Roberto Maggio
DA GIANNA
1. Enzo Salinardi
2. Fofò Aguglia
3. Alessio Liuzzo
4. Cristian Oste
5. Cristian Sarda (CAPITANO)
6. Carlo Farinato
7. Alex Procaccianti
8. Guglielmo Scivoli
REAL
1. Kevin Di Giorgio (CAPITANO)
2. Samuele Stivala
3. Palumeri Gary
4. Lelio Crescimanno
5. Luca Di Giorgio
6. Filippo Mancuso
SOLE E LUNA
1. Salvatore Cimino
2. Mario Lo Fermo
3. Francesco Scevola
4. Francesco Di Dio
5. Carmelo Sardo
6. Gaetano Bruno
7. Emanuele Alessandro
8. Andrea Neri
9. Damiano Murciano
10.Salvatore Libro
11. Calogero Cucciuffo
12. Alessandro Russo
Gli arbitri sono Agostino Sella e Andrea Palma
Domani, martedì, alle 19,30 appuntamento al PALATENDA
PRIMA DELLA PARTITA TUTTE LE SQUADRE DOVRANNO CONSEGNARE LA QUOTA DI ISCRIZIONE DI 1 EURO A PERSONA
Regolamento
Alla fine della prima partita si stilerà la classifica con punti e differenza reti. I primi due si sfideranno nella finale per il primo e secondo posto. Mentre la terza e la quarta squadra si sfideranno nella finale di consolazione.
A parità di differenza reti, venerdì prima delle finali ci sarà un eventuale spareggio con 5 tiri liberi per squadra.
Eventuali controversie saranno decise in maniera insidacabile da Marco Incalcaterra.
A Piazza Armerina l’Oratorio gestito dai giovani Cooperatori Salesiani Agostino Sella e Cinzia Vella ha fissato per l’occasione importanti appuntamenti che coinvolgeranno i frequentanti e non della realtà salesiana.
La presenza del Vescovo Monsignor Michele Pennisi inaugurerà e concluderà la settimana dedicata a Don Bosco: martedì 26, alle ore 16.00, il Vescovo incontrerà la Famiglia Salesiana per parlare dell’ultima enciclica scritta dal Papa Benedetto XVI “Caritas in veritate”. Sempre il 26, alle ore 21.00, inizierà presso il Palatenda il torneo di calcio a 5 “Don Bosco Cup” che coinvolgerà i ragazzi delle squadre oratoriane e altri giocatori di ogni età. Il torneo si concluderà il 28 gennaio e la premiazione, a cura del Comune di Piazza Armerina, verrà effettuata durante la Santa Messa del 31. “Puntiamo molto sullo sport” afferma l’allenatore Agostino Sella, “in campo si possono trasmettere insegnamenti di vita: la lealtà, la cooperazione, il rispetto per l’altro, la sana competizione e il buon protagonismo. Consideriamo l’Oratorio ed ogni sua attività come una palestra di vita”.
Il triduo a San Giovanni Bosco inizierà venerdì 29 alle ore 17.00 e sarà celebrato da un salesiano nella chiesa annessa all’Oratorio intitolata a San Giovanni evangelista. Il tema quest’anno sarà “La Famiglia Salesiana per la salvezza dei giovani” e verrà affrontato durante le omelie delle tre Sante Messe, l’ultima delle quali, domenica 31, sarà presieduta dal Vescovo.
L’animazione musicale delle messe è affidata al nascente gruppo musicale “Work in Progress”, insieme al coro della chiesa del SS. Crocifisso e ai giovani dell’Oratorio. Il gruppo è guidato da Salvatore Profeta, 23 anni, in marina da quando ne aveva 19, che ama la musica e afferma: “Il nostro gruppo nasce dall’idea comune di noi giovani musicisti di riscoprire e far riscoprire i veri valori della vita attraverso la musica, anima dell’Oratorio come la definiva proprio il nostro Santo”.
Sabato 30 gennaio la Comunità del SS. Crocifisso, altra realtà salesiana della Città, metterà in scena “Il pesce baule”, commedia dialettale liberamente tratta dalla “Rudens” di Plauto, con la regia di Filippo Marino, che ha già riscosso molto successo andando in scena lo scorso dicembre.
Il 31 gennaio, a seguire la S. Messa, troviamo in programma la “Passeggiata con Don Bosco”: i giovani e tutta la Famiglia Salesiana porteranno il quadro del Santo nelle vie circondanti l’Oratorio rievocando le passeggiate che egli era solito proporre ai suoi giovani come momento di allegra scampagnata e durante le quali non faceva mancare spunti di riflessione e paroline all’orecchio per chi ne aveva bisogno. Memorabile tra tutte è la passeggiata con i giovani carcerati: neanche uno mancò all’appello al loro rientro in carcere, a dimostrazione della stima e del rispetto che ogni giovane nutriva per lui.
I festeggiamenti verranno conclusi con la disco serata “Don Bosco in musica”. “Don Bosco raccomandava di amare ciò che i giovani amano” afferma la dottoressa Cinzia Vella “è per questo che non possiamo far mancare tra i festeggiamenti un evento tutto dedicato a loro e da loro stessi organizzato, con musica a ritmi sfrenati e luce psichedelica. Una serata che ha il compito di comunicare che il vero divertimento non richiede lo sballo, non lascia storditi e incapaci di rientrare in casa, ma diventa esperienza positiva e di crescita!”.
Rosa Linda Romano
A nessun cittadino piazzese è sfuggita la facciata in pietra dei locali sottostanti il Piano Duilio, accanto alla chiesa di Santo Stefano, emersa per i lavori di ristrutturazione del prospetto del Piano e dei locali stessi, iniziati lo scorso anno e rientranti nel progetto “Il gioco della storia” finanziato dalla Regione Siciliana.
L’aspettativa era che la pietra, da sempre coperta da intonaco e adesso riportata alla luce, venisse restaurata e lasciata a faccia vista. La notizia che così non sarà e che un nuovo intonaco troneggerà sulla facciata ha suscitato polemiche tra i cittadini, i quali affermano unanimi che una facciata di pietra ben si armonizzerebbe con il complesso storico di Santo Stefano.
Già prima del periodo natalizio numerose richieste di lasciare la pietra in bella mostra erano state indirizzate al sindaco Carmelo Nigrelli, ma egli ha manifestato e motivato il proprio dissenso affermando: “I prospetti sono sempre stati intonacati come dimostrano alcune foto dei primi del ‘900 accuratamente esaminate dai progettisti e dagli architetti della Sopraintendenza di Enna. Sono tanti i motivi prettamente tecnici che portano alla scelta dell’intonaco, necessario come dimostra la modalità di posa in opera della pietra e la sua porosità, pur essendo pietra arenaria: se non protetta, in poco tempo si rovinerebbe a causa dello smog”.
Che l’intonaco sia stato sempre presente non convince, c’è chi fa notare che la pietra a faccia vista nei primi anni del novecento fosse sinonimo di povertà e che inoltre materiali come la pietra e il legno, utilizzati nelle costruzioni, dovessero essere coperti dall’intonaco per limitare l’assorbimento di freddo e umidità.
C’è quindi chi, non convinto dalle motivazioni esposte dal sindaco, parla di “Scempio”, “Orrore quasi completato e consegnato al Paese”, “Rovina di un’opera d’arte” e il laboratorio civico piazzese, d’accordo con tali pareri, con determinazione avanza all’amministrazione comunale la richiesta di lasciare la facciata con la pietra a faccia vista, affermando: “Non è vero che la pietra del muro sottostante il piano Duilio non può essere ripresa come dice il sindaco Nigrelli. I tecnici del nostro laboratorio civico dicono che quella pietra si può recuperare e che è possibile pulirla e lasciarla a faccia vista”. Il Sindaco rimane fermo nella sua decisione: “La pietra ultimamente va di moda e la si vorrebbe anche dove effettivamente non può stare. Lasciamo il compito dei giudizi tecnici agli esperti. All’amministrazione comunale va data più fiducia perché ogni sua scelta sarà per il bene del nostro paese.”
Rosa Linda Romano
Venerdì 15 Gennaio 2009 - Ecco su quanto abbiamo riflettuto stasera: Don Bosco attuò il Sistema Preventivo nell’animazione. Il significato di prevenire diventa uguale a “Avvicinarsi a …\ Proporre..” in quanto l’animatore diventa colui che propone e coinvolge attivamente il ragazzo.
Nell’ambito dell’animazione prevenire diventa un’azione educativa in quanto si cerca di tirar fuori gli aspetti positivi del giovane, per far in modo che essi diventino uno stile di vita proprio. La prevenzione di Don Bosco non si limita all'allontanamento dal male ma soprattutto all'avvicinarsi al bene, cioè Dio.
Per noi animatori l’animazione può diventare un vero e proprio stile di vita , non solo in oratorio ma in qualsiasi luogo, in base alla volontà e all’educazione che noi giovani stessi vogliamo trasmettere al prossimo. Per far si che questo accada naturalmente bisogna essere aiutati da un ambiente che sia davvero educativo come l’oratorio e la famiglia. Alcune caratteristiche importanti del sistema preventivo sono: la presenza, il protagonismo e l’impegno. Tutto questo sicuramente ci avvicina a Dio.
Don Bosco era solito dire: "Ogni giovane ha un punto accessibile al bene". Riguardo ciò, Rosa Linda ci ha suggerito di leggere la storia di Bartolomeo Garelli. Eccola:
L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, don Bosco scende in sacrestia, nella chiesa di San Francesco d'Assisi, per celebrare la messa.
In un angolo della sacrestia c'è un ragazzotto.
Il sacrestano chiama quel giovane:
- Vieni a servire la messa! - Non so - risponde il ragazzo.
- Vieni! - insiste il sacrestano. - Voglio che tu serva la
messa a don Bosco.
- Ma non so, non l'ho mai servita...
- Bestione che sei! Che cosa sei venuto a fare, allora, in
sacrestia? - E lo picchia.
Il ragazzo si svincola, raggiunge la porta e fugge. Don Bosco rimprovera il sacrestano:
- Perchè lo batti? Che male ha fatto? - A lei che interessa?
- Interessa molto: è un mio amico. Chiamalo subito, devo
parlargli.
Il ragazzo arriva tremante, in lacrime per le botte ricevu-te. - Hai già ascoltato messa? - gli domanda.
- No.- Vieni dunque ad ascoltarla; dopo, ho da dirti una cosa che ti farà piacere.
Il ragazzo accenna di sì col capo; si asciuga col dorso della mano l'ultima lacrima.
Terminata la messa, don Bosco conduce il ragazzo in un coretto e lo interroga.
- Mio buon amico, come ti chiami? - Bartolomeo Garelli. - Di che paese sei? - Di Asti.
- Che mestiere fai? - Il muratore. - È vivo tuo papà? - E morto. - E tua mamma? - Morta. - Quanti anni hai? - Sedici.
- Sai leggere e scrivere? - No.
- Sai cantare?
- No - dice il ragazzo. - Sai fischiare? Il ragazzo ride.
- Dimmi: hai già fatto la prima Comunione? - Non ancora.
- Ti sei già confessato? ,- Sì, quand'ero piccolo. - Vai al catechismo? - Non oso. - Perchè?
- Perchè i ragazzi più piccoli di me sanno già molte cose, e io che sono grande non so niente.
- Se io ti insegnassi il catechismo, verresti? - Volentieri!
- In questo posto?
- Purchè non mi diano bastonate...
- Stai tranquillo che nessuno ti maltratterà. Tu sei mio amico, e avrai da fare solo con me.
Quando incominciamo?
- Quando vuole lei. - Stasera? - Sì.
- Adesso? - Anche.
E don Bosco incomincia. Bartolomeo Garelli, orfano, analfabeta, un relitto, è il primo dei suoi ragazzi. Bartolomeo Garelli, la domenica seguente, ritorna da don Bosco ma non è più solo: ha condotto con sè altri sei ragazzi. Tutti ignorano Dio. Ma hanno trovato l'apostolo.
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Non sei
completamente
vestito finché
non indossi un sorriso!