Stefano
sabato 16 gennaio 2010
Amore.... Di Stefano Di Maria
Stefano
venerdì 15 gennaio 2010
SERVIRE L’INFANZIA E’ GIOIA. VIVILA ANCHE TU Lettera di don Fortunato Di Noto ai volontari Meter
Carissimi sorelle e fratelli di Meter,
Testimoniare con gioia il senso del servizio per l’infanzia è il tema di questa nostra prima comunicazione. Quando tutto sembra inutile dobbiamo ricordarci chi, rivolgendosi a noi, ha ritrovato le ragioni per continuare a sperare e a vivere. Tutto è un dono che viene da Dio e noi ne siamo testimoni. Meter ha vissuto, grazie alla XII Giornata, un intenso momento di spiritualità arricchito con la testimonianza di Rosy da Padova, che con le sue bambine accudite dai nostri volontari e con il suo racconto ha edificato le nostre attese e le nostre comuni speranze.
Chi è accolto ritrova la gioia, chi è amato può continuare a sperare e a vivere.
L’Associazione Meter, cui ci si avvicina chi per scelta di vita, simpatia di condivisione o anche per solo un minuto o un giorno, incoraggia le nostre attività di servizio e promozione della tutela dell’infanzia. È un segno visibile e credibile di un’opera che sfugge alla nostra comprensione razionale, anche se sono ragione e fede motivate e coerenti, a permetterci di operare bene e agire per il bene.
E’ un opera, Meter, che raccoglie emergenze e sfide dell’uomo di oggi in un campo che è delicato e richiede una forte e intensa motivazione interiore.
E’ una “vocazione”, una “missione”.
La “vocazione” è una chiamata, è una voce che giungo in un momento particolare della vita di ognuno e che dà delle risposte e ci inviata a fidarci di Dio affinché nell’opera redentiva realizzata da Gesù Cristo, suo Figlio, ritroviamo noi stessi e agiamo in conformità alla Sua volontà.
Ed è qui che si inserisce la “missione”. In effetti dobbiamo chiederci quale sia la “volontà di Dio per Meter e per ognuno di Dio”. Che cosa Dio ci chiede, attraverso l’ascolto della Parola e nell’Eucarestia. So di rivolgermi anche a coloro che non sono fedeli ascoltatori di Dio e di rado si nutrono del pane vivo, disceso dal cielo nella celebrazione di ogni domenica. Forse siamo “distratti” e non abbiamo una fede matura, condizionata dalla frammentarietà della società e da una realtà “liquida” e non “stabile”.
Noi non siamo stabili nella fede e nella vita. La dimostrazione è data dal fatto che “facciamo tante cose” perché una sola opera non non ci realizza la vita. Tutto questo comporta una serie di “schizofrenie personali e anche comunitarie”. Ma senza un momento di preghiera (sia personale che comunitaria: si leggano in tal senso gli incontri del “gruppo Meter” almeno ogni settimana); senza un momento di ascolto della Parola di Dio (come gli schemi di preghiera e i libretti che consegniamo ad ogni Giornata Meter), e la celebrazione della Eucarestia (ossia della S. Messa , almeno quella domenicale o negli appuntamenti forti di Meter, quali la Giornata dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza contro la pedofilia – dal 25 aprile alla prima domenica di maggio) credo che ci venga a mancare il “vero nutrimento” per l’opera e il servizio che svolgiamo personalmente e con gli Sportelli.
“Tutto ciò che non viene donato va perduto!” (proverbio indiano) ed è proprio vero. Quante omissioni, quante pigrizie ci prendono, quanti affanni della vita (giustissimi!!) ci confondono, quante negazioni e direi anche quante “pretese” senza un ben che minimo di slancio entusiastico e gratuito. Ciò significa che non basterà mai un “GRAZIE” per tutto ciò che si fa per Meter e per chi chiede a noi una carezza, una tenerezza, un servizio per i piccoli e le famiglie nel bisogno.
Noi abbiamo tutti un sogno: la Casa di Meter.
Noi abbiamo tutti un sogno: Meter presente nelle Diocesi e nelle parrocchie, come segno della predilezione di Dio per i piccoli.
Noi abbiamo un sogno: gli Sportelli non siano una fredda stanza vuota, una porta chiusa, un telefono che non risponde, ma luoghi dove ci sia il cuore accogliente che accoglie.
Noi abbiamo un sogno: la nascita dei “gruppi Meter”: uomini e donne, bambini e adolescenti, giovani e anziani, si sentano vicini e si incontrino per pregare, agire, lodare, servire. Tanti coinvolti nel Tutto che dona senso alle azioni che viviamo.
Noi abbiamo un sogno: testimoniare che la solidarietà non nasce dall’emergenza, ma è quotidiana.
E’ un sogno che è già realizzato, perché esistiamo come un dono grande che Dio ha pensato di fare a questa umanità. E le “impronte della speranza” ne sono testimonianza.
Un caro abbraccio e una benedizione a tutti.
Avola, 15 gennaio 2010
Vostro nel Signore
don Fortunato
giovedì 14 gennaio 2010
TERREMOTO HAITI morto un salesiano, ingenti i danni, parecchi i dispersi, si scava tra le macerie. Da Don Bosco News
“Siamo stati colpiti gravemente”, afferma don Ducange Sylvain, nominato nuovo superiore della Visitatoria “Beato Filippo Rinaldi” di Haiti lo scorso dicembre, riferendosi alla realtà salesiana. In una breve e drammatica comunicazione don Sylvain traccia il quadro della situazione a poche ore dal terremoto che ha colpito Haiti ieri pomeriggio, ora locale, con una scossa di magnitudo 7.0.
L’opera di Port-Au-Prince Enam e le presenze limitrofe dell’Istituto “San Giovanni Bosco”, come l’Opera delle Piccole Scuole di Padre Bonhem, affidate ai Salesiani, e le “Lakay”, sono state le più colpite di tutta la città. I salesiani dell’opera sono feriti. Il sig. Sanon ha trovato la morte sotto le macerie e, purtroppo, sotto di esse sono sepolti ancora oltre 200 allievi.
La casa ispettoriale e l’opera di Fleuriot, ambedue a Port-Au-Prince, sono state gravemente lesionate; due giovani salesiani in formazione che erano all’università risultano ancora dispersi.
martedì 12 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Scuola animatori locale 2009-10. Diario di bordo. Di Andrea
Il sistema preventivo si articola su 3 basi: amore, religione e amorevolezza. Nasce a scopo educativo per i giovani e si basa su 5 punti general. Vediamoli nello specifico.
Tutto il giovane - Don Bosco diceva:
Ottimismo - Come insegna Don Bosco, ogni giovane ha in sé un punto accessibile al bene, e ogni animatore deve avere la capacità di trovarlo, cioè di saper coinvolgere il giovane. E' richiesta ad ogni animatore la simpatia e la capacità di rendere straordinario l’ordinario.
Fede nell’educazione - “L’educazione può cambiare la storia” e l’educatore cerca di educare in maniera civile, morale e scientifica il giovane. Per educare occorre:
- Competenza educativa
- Amore alla vita profonda
- Sguardo positivo su di sé e gli altri
- Passione per i giovani
Vera prevenzione - Prevenzione a due livelli: livello educativo, nel cercare di evitare esperienze negative che potrebbero compromettere la crescita dei giovani e offrire invece strumenti per affrontare le difficoltà; livello del Bene: è la possibilità di emergere in maniera positiva attraverso 3 livelli :
- Riconoscere la capacità di condurre una vita ottimista
- Risvegliare la possibilità di formarsi
- Aiutare il prossimo e far prendere coscienza delle proprie possibilità
La centralità dell’ amore nell’educazione - Educa solo chi ama ed educare significa volere bene un giovane e farselo amico per guadagnare il suo cuore, e per far in modo che ciò accada sono necessarie mansuetudine e carità.
Abbiamo concluso l'incontro con la frase di Don Bosco “Un oratorio senza musica è un corpo senza anima”…
Noi giovani vogliamo essere questa musica che permetterà che questo oratorio viva con un anima pura in modo da portare e trasmettere gli insegnamenti di Don Bosco e di Gesù ad altri giovani come noi.
Andrea
domenica 10 gennaio 2010
Agostino Sella scrive ai giovani e non. Meglio Benito Rausa che tanti giovani nichilisti...
io che sono nel cuore di sinistra, trovo interessante una personalità come quella di Benito, che ha solo 19 anni.
Oggi, vi assicuro, la maggior parte dei ragazzi è nichilista.
Vivono per la discoteca, per bere il sabato sera, per i jens firmati.
Non sanno che differenza c’è tra un gulag ed un campo di sterminio.
Non sanno chi era De Gasperi e non gliene importa nulla di quello che sta avvenendo a Rosarno.
Sono ragazzi costruiti dalla società del Grande Fratello e di quella stronza della De Filippi.
Ragazzi confezionati dalla società dei media per propinargli i prodotti dei grandi magazzini e dei centri commerciali.
Ragazzi che non hanno ne un’idea e neanche un’ideale.
Benito, invece, pare abbia un ideale.
Meglio Benito che almeno un’idea l’ha di chi non ha nessun idea e nessun ideale.
So che a qualcuno può sembrare una bestemmia.
Ma, oggi, il vero problema oggi non è il fascismo ma il nichilismo sociale che può aprire la strada nei prossimi anni ad altri tremendi “ismi”.
Certo io preferirei che i giovani avessero altri ed altri riferimenti piuttosto che Mussolini.
Se poi i ventenni di oggi hanno come modello Mussolini vuol dire che quelli della mia generazione, e di quella prima della mia ossia i sessantottini che lavorano in banca e che sono diventati sindaci e deputati, hanno tremendamente fallito.
Arai
Agostino Sella
Benito è un giovane di 19 anni che spesso scrive ad Agostino, che puntualmente pubblica sul suo blog. Ecco alcuni dei post che lo riguardano:
Benito si presenta ai lettori del blog di Agostino Sella
Benito dice...
sabato 9 gennaio 2010
Per gli amanti del calcio
Sta per arrivare il
QUADRANGOLARE DON BOSCO 2010!
Presto tutte le info su questo blog.
venerdì 8 gennaio 2010
martedì 5 gennaio 2010
Festa adolescenti
Gela SdB
h 9.30-16.30
NON MANCATE!!!
Orario per il primo incontro di scuola animatori:
Il programma previsto per giorno 10 gennaio è il seguente:
09:30 Arrivo e accoglienza (Gela SDB)
10:00 Preghiera Iniziale (Gela FMA)
10:30 Momento Formativo
11:30 Pausa
12:30 Celebrazione Eucaristica (Riesi)
14:00 Tornei di calcio, pallavolo, basket, (in alternativa Balli di gruppo)
15:00 Lavori di gruppo sul tema della giornata
16:30 Preghiera finale. Saluti
QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER OGNI INCONTRO E DI 2 EURO
domenica 3 gennaio 2010
Il vescovo Pennisi in discoteca con i ragazzi dell'oratorio. Di Agostino Sella e Rosa Linda Romano
Piazza Armerina. Il vescovo in discoteca per stare con i ragazzi. E’ successo nella città dei mosaici con il vescovo della diocesi piazzesi, Michele Pennisi, che ha trascorso una di queste serate di festa insieme ai giovani dell’oratorio salesiano di via Garibaldi a Piazza Armerina. Per l’occasione Monsignor Michele Pennisi si è messo anche alla consolle ed indossato un paio di cuffie smanettando qualche Cd di musica house. “La musica – ha detto il vescovo rivolgendosi ai ragazzi – è un ottimo strumento la socializzazione. Peraltro se la santità, come diceva Domenico Savio, consiste nello stare molto allegri, l’allegria in questa sala non manca”. La serata è stata organizzata dai ragazzi dell’oratorio salesiano coordinati da Rosa Linda Romano. “Di solito – dice la Romano – organizziamo una serata di questo tipo ogni mese ed hanno un ottimo successo coinvolgendo tanti ragazzi. Nella serata dancing erano presenti anche due suore provenienti dall’oratorio salesiano di Pietraperzia che con una ventina di ragazzi al seguito hanno raggiunto i giovani piazzesi. “Naturalmente non facciamo solo balletti e discoteca – dice Rosa Linda Romano – infatti il giorno stesso in cui abbiamo organizzato la discoteca il pomeriggio abbiamo anche realizzato un intenso momento di preghiera con padre Nino Rivoli. Nel nostro oratorio cerchiamo di fare tante cose anche nell’ambito del progetto Creativamente in Famiglia, finanziato dalla Fondazione per il Sud. Siamo aperti dalle 15 alle 20 dal lunedì al sabato. Tra le cose che facciamo ci sono la formazione e dinamiche di gruppo (su varie tematiche legate alla solidarietà, ai diritti umani, alla pace), ricamo per le bambine, sport (calcio, pallavolo, tornei, ecc.), giornalismo (stesura e rielaborazione di articoli su tematiche di interesse dei bambini e sulla vita dell’oratorio), informatica (per la conoscenza di strumenti di base del computer (quali word, power point, ecc), internet (quali motori di ricerca, video e documentari). Organizziamo poi uscite per la città (partecipazione agli eventi culturali e sociali della città, quali visita di mostre, chiese e socializzazione con altri gruppi di giovani. Attività libera (ping pong, biliardo, calcio balilla, musica, ecc.). Per i più grandi facciamo corsi di Animatori. Inoltre nella nostra comunità – conclude la Romano – ci sono anche altri gruppi come quello dei cooperatori salesiani che ogni settimana si riuniscono per la loro formazione e per pregare il Signore”
Agostino Sella
“Un Vescovo che ama i giovani e ciò che a loro piace non può che essere un Vescovo amato dai giovani!”. Ecco come è stata commentata la visita che Monsignor Michele Pennisi ha fatto ai giovani domenica 27 dicembre in occasione della disco serata intitolata “Christmas dancing” organizzata dall’Oratorio Salesiano di Piazza Armerina. Invitato dai responsabili, Agostino Sella e Cinzia Vella, ha salutato calorosamente i ragazzi immersi nella musica e nel fumo, complimentandosi con loro per la scelta di divertirsi in maniera sana e coscienziosa. Contento dell’iniziativa, si è poi avvicinato alla consolle e ai dee jay che lo hanno invitato a diventare per qualche istante “uno di loro” indossando le cuffie. Dopo aver scattato qualche foto, il Vescovo è andato via e la serata è continuata con ritmi scatenati e coinvolgenti per la settantina di ragazzi intervenuti. Presenti anche molti ragazzi oratoriani di Pietraperzia e Gela e due Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Gisella e Suor Enza.
L’evento ha seguito il “Christmas meeting” organizzato nel pomeriggio per i ragazzi degli Oratori di Piazza Armerina e Pietraperzia, invitati a riflettere sulle figure chiave del Natale e sulle loro caratteristiche: la disponibilità di Maria, la fede di Giuseppe e la prontezza dei pastori.
All’incontro è stato invitato padre Nino Rivoli, parroco di Santo Stefano, che si è mostrato sorpreso e molto contento di vedere tanti giovani contemporaneamente. Il suo invito è stato quello di mettere da parte regali e panettoni per concentrarsi su Gesù, e, riferendosi alla figura dell’angelo, sempre presente nei brani evangelici proposti, ha citato la canzone di Lucio Dalla “Se io fossi un angelo” lasciando un interrogativo: “Se foste degli angeli cosa fareste?”.
Dopo la lettura dei brani evangelici, i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, si sono confrontati tra loro e hanno infine preso un impegno comune per vivere con senso la festa del Natale da poco trascorsa.
Ha concluso la dottoressa Cinzia Vella: “Sento spesso dire ‘Il Natale per me è stare in famiglia!’, ‘Il Natale è volersi bene!’, tutte intenzioni bellissime, ma vane se al centro del nostro Natale non c’è Gesù! Spesso finiamo rapiti dal vortice del consumismo e della pubblicità che vogliono farci credere che senza panettoni, senza regali, senza manicaretti non sia Natale. E invece senza tutto questo lo sarebbe veramente!”.
Rosa Linda Romano
W DON BOSCO