Buon giorno cari lettori, oggi ufficialmente, si apre al mia prima rubrica “Anch’io ho un Sogno” su questo stupendo Blog. E’ una rubrica libera, cioè non ha un tema preciso, parlerò di tutto ciò che mi passerà per la testa con un lato critico, spensierato e soprattutto divertente quando ovviamente sarà possibile. Potete scegliere anche voi il contenuto degli argomenti che volete tratti, mi piace molto confrontarmi, ascoltare le vostre storie e sarò prontissimo a consigliarvi se ne avrete bisogno! Cmq bando alle chiacchiere, iniziamo subito con parlare del primo argomento del mese, Ah dimenticavo, nella mia rubrica non ci sono titoli credo che l’apparenza inganni.
Se state leggendo questo “articolo” sarete sicuramente oratoriani, credenti, o perché no, potreste anche essere in cerca di novità o eventi del nostro oratorio. Bhè io non parlerò niente di tutto questo, ma proverò a farvi riflettere e soffermarvi su quello che la nostra società e noi stiamo diventando, vedete oggi siamo milioni di persone al mondo, emancipate e con un libero pensiero più o meno giusto, direte cosa c’è di meglio?! Si anch’io la pensavo così, ma vedendo i recenti fatti politici, scolastici, di evoluzione giovanile, i nuovi “lifestyle” mi sono chiesto ma che C***O sta succedendo ?! MI sono fermato, mi sono posto un po’ di domande come spero che facciate voi, e sono arrivato alla conclusione che siamo in uno schifo, da giovane come sono, vedo la nostra società in un profondo BLU (attenzione, non in un profondo nero, ma blu, quindi diciamo mi inserisco tra gli ottimisti) è il colore che ho associato al primo pensiero, credo che si possa paragonare la società di oggi come ad un cancello, un cancello molto alto e con una serratura piccolissima, i giovani si trovano da un lato e il loro futuro dietro a questo ammasso di ferraglia uno ostacolo, chimatosi cancello appunto, o per meglio dire “Burocrazia, Ipocrisia, Inconsapevolezza”?? molti giovani purtroppo nella nostra realtà non lo superano, parecchi restano a piangersi addosso, altri provano a buttarlo giù, i più agiati hanno la chiave, merito del nepotismo, merito della corruzione, merito della così della pedata in C**O???, infine cè un piccolissimo gruppo di giovani allo sbaraglio che hanno la forza e il coraggio di volerlo scavalcare, sono gli unici che riescono nell’impresa!
..“E’ questa la società di oggi ?? Tu dove sei ??”..
Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos'è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell'universo. Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti. Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente. Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo. Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
In una notte gelida d'inverno, un lama buddhista trovò sulla soglia della porta un topolino intirizzito e quasi morto di freddo. Il lama raccolse il topolino, lo ristorò e gli chiese di restare a fargli compagnia. Da quel momento la vita del topolino fu piacevole. Ma nonostante questo, la bestiola non aveva l'aria felice. Il lama si preoccupò: “Che hai, piccolo amico?”, gli chiese.
“Tu sei molto buono con me. E tutto nella tua casa è molto buono con me. Ma c'è il gatto…”.
Il lama sorrise. Non aveva pensato al gatto di casa, un animale troppo saggio e troppo ben pasciuto per degnarsi di dare la caccia ai topi.
Il lama esclamò: “Ma quel bel micione non ti vuole certo male, amico mio! Non farebbe mai male a un topolino! Non hai niente da temere, te lo assicuro”.
“Ti credo, ma è più forte di me” piagnucolò il topolino. “Ho tanta paura del gatto. Il tuo potere è grande. Trasformami in gatto! Cosi non avrei più paura di quella bestia orribile”.
Il lama scosse la testa. Non gli sembrava una buona idea… Ma il topolino lo supplicava e allora disse: “Sia fatto come desideri, piccolo amico!”.
E di colpo il topolino fu trasformato in un grosso gatto.
Quando morì la notte e nacque il giorno, un bel gattone uscì dalla camera del lama. Ma appena vide il gatto di casa, il gatto-topolino corse a rifugiarsi nella camera del lama e si infilò sotto il letto.
“Che ti succede, piccolo amico?” chiese il lama, sorpreso. “Avrai mica ancora paura del gatto?”.
Il topolino-gatto si vergognò moltissimo. E implorò: “Ti prego trasformami in un cane, un grosso cane dalle zanne taglienti, che abbaia forte…”.
“Dal momento che lo desideri ti accontento e così sia!”.
Quando il giorno morì e si accesero le lampade a olio, un grosso cane nero uscì dalla camera del lama. Il cane andò fin sulla soglia della casa e incontrò il gatto di casa che usciva dalla cucina. Il gattone quasi svenne per la paura alla vista del cane. Ma il cane ebbe ancora più paura. Guaì penosamente e corse a rifugiarsi nella camera del lama. Il saggio guardò il povero cane tremante e disse: “Che ti succede? Hai incontrato un altro cane?”.
Il cane-topolino si vergognò da morire. E chiese: “Trasformami in una tigre, ti prego, in una grossa terribile tigre!”.
Il lama lo accontentò e, il giorno dopo, una enorme tigre dagli occhi feroci uscì dalla camera del lama. La tigre passeggiò per tutta la casa spaventando tutti, poi uscì nel giardino e là incontrò il gatto che usciva dalla cucina. Appena vide la tigre, il gatto fece un balzo terrorizzato, si arrampicò su un albero e poi chiuse gli occhi, dicendo: “Sono un gatto morto!”.
Ma la tigre, vedendo il gatto, miagolò lamentosamente e fuggì ancora più veloce del gatto e corse a rifugiarsi in un angolo della stanza del lama.
“Che bestia spaventosa hai incontrato?”, gli chiese il lama.
“Io… io ho paura… del… gatto!”, balbettò la tigre, che tremava ancora.
Il lama scoppiò in una gran risata. “Adesso capisci, piccolo amico” spiegò. “L'apparenza non è niente! Di fuori hai l'aspetto terribile di una tigre, ma hai paura del gatto perché il tuo cuore è rimasto quello di un topolino”.
Giorno 4-5/09/2010 si è tenuto il 1° Campo scuola “ Venite e Vedrete” a campo Don Bosco dove i ragazzi dell'oratorio di Piazza Armerina e i propri rappresentati hanno vissuto due giornate intere insieme e hanno condiviso momenti molti intensi come incontri,discussioni e confronti.
Nella prima giornata i ragazzi hanno vissuto un incontro con Padre Nino e successivamente la messa. Nella seconda giornata è avvenuto un incontro con Linda e Salvo,due persone che hanno reso la propria casa, “Una Casa Famiglia”, dove danno ospitalità ai ragazzi allontanati dalle proprie famiglie per gravi motivi; mentre nel pomeriggio è stato organizzato il nuovo anno dell'oratorio.
Secondo me, il campo scuola è stata un'esperienza interessante e in particolare sono rimasta colpita da persone umili come Linda e Salvo danno la propria disponibilità nella vita. In questo campo mi sono divertita molto ed è stato un piacere vivere due giornate con persone con cui sto bene e spero tanto che possano esserci altri di questi momenti.
Paternicò Elisa
giovedì 16 settembre 2010
Un bambino diventa un adulto quando
realizza che ha il diritto non solo di essere giusto
Prima non entravo mai coi piedi nelle pozzanghere per non caderci dentro e annegare, come la mamma. Ma poi in autunno c'era la strada inondata e ci sono stata costretta. Non è che la paura sia passata, ma non è neanche aumentata. Sono semplicemente stata costretta a entrarci se no dovevo aspettare che tornasse il sole e asciugasse tutto.
Midas si alzò. "Den, hai ragione. A volte bisogna fregarsene del coraggio, e darsi una mossa e basta".
“Nessuno sa! Nessuno ha visto niente!” è il grido, soffocato dalla disperazione, della madre di Francesco Ferreri, ragazzo di appena tredici anni ucciso a Barrafranca il 16 dicembre 2005. Sono trascorsi quasi cinque anni, ma Francesco non ha ancora ricevuto giustizia.
Il Vescovo M. Pennisi insieme all’Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto hanno voluto dare un segno forte contro l’omertà, pertanto hanno organizzato la Marcia di Giustizia che si è svolta a Barrafranca il 9 luglio, invitando a partecipare tutte le parrocchie e i movimenti della Diocesi insieme ai loro GREST, e la società civile tutta.
“L’evento esprime solidarietà alla famiglia Ferreri e vuole responsabilizzare alla giustizia, combattendo ogni forma di indifferenza e omertà. Vogliamo essere l’espressione della Sicilia che si ribella, che non accetta passivamente, che spera!” ha affermato la dottoressa Cinzia Vella, responsabile dello Sportello Meter di Piazza Armerina.
Tantissimi bambini e ragazzi, guidati dai volontari degli Sportelli Meter di Piazza Armerina e Gela e dai loro animatori hanno percorso silenziosamente il viale principale di Barrafranca tenendo in mano un palloncino colorato, che hanno lanciato in aria a conclusione della marcia in piazza R. Margherita. “Questi palloncini colorati esprimono la gioia di vivere dei bambini, la stessa gioia che aveva Francesco ma che ingiustamente gli è stata tolta” dice Laura, animatrice del GREST salesiano di Piazza Armerina, mentre i palloncini volano verso Francesco, e continua: “Sui palloncini c’è scritto GIUSTIZIA PER FRANCESCO, ma mentre li guardo mi rendo conto di chi sia veramente la colpa di questa mancata giustizia: di tutti noi! Perché per paura o per indifferenza assecondiamo ogni giorno reati come questo. Chiunque sia colpevole o complice dovrebbe mettersi l’animo in pace denunciando e confessando. Sono qui per Francesco e per tutte le vittime di ingiustizia, speranzosa in un futuro più nobile e ragionevole”.
I bambini presenti hanno tutte le fortune che a Francesco sono state negate, eppure non restano indifferenti al dolore che aleggia nell’aria. Sanno che c’è chi è costretto a diventare grande anche se è ancora piccino, perché qualcuno lo obbliga, per i piaceri di questa società perversa e stupida, alla ricerca di niente. “Che colpa aveva Francesco?” chiede la piccola Roberta ad un animatore, e poi aggiunge: “Forse quella di essersi fidato delle persone sbagliate, cattive e senza scrupoli!”. Gaia le fa eco: “Dovrebbero capire che noi bambini dobbiamo solo giocare e divertirci, ma soprattutto abbiamo diritto a vivere come lo aveva Francesco!”. “Sono molto amareggiato” risponde Lorenzo quando gli chiedono cosa pensa, “ma allo stesso tempo sono sereno perché vedo tutte queste persone che sperano e credono in una giustizia più grande di quella degli uomini: la giustizia divina!”.
Insieme ai bambini e agli animatori, sono stati presenti i genitori e il fratello di Francesco, il vice prefetto vicario Matilde Pirrera, il commissario di pubblica sicurezza Daniele Presti e molti comuni della provincia con i loro rappresentanti: Anna Maria Raccuglio per Aidone, Francesco Reitano per Calascibetta, Salvatore
Manuele per Cerami, Lina Grillo per Piazza Armerina, Armando Glorioso per Nissoria, Enzo Emma per Pietraperzia, Pino Matarazzo per Sperlinga, il baby-sindaco barrese Chiara Lanza ed il sindaco ospitante Angelo Ferrigno. Presente il segretario generale della Cisl Giuseppe Aleo, molte associazioni e le scuole di Barrafranca.
Al lancio dei palloncini è seguita la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo che, durante l’omelia, ha ricordato che Francesco gode della giustizia divina, ma che non può e non deve mancare la giustizia degli uomini. “A chiedere giustizia – dice – siete voi bambini dei GREST che avete rinunciato ad un giorno di divertimento per essere solidali e contrastare la vergognosa omertà che attanaglia la nostra isola e che permette agli assassini di essere ancora liberi”. Ha poi lanciato l’invito a non perdere la fiducia nelle istituzioni: “Non sta a noi emettere un giudizio penale, che spetta agli inquirenti, ma questi attendono l’aiuto di chi ha un minimo indizio e magari è qui presente. Alla sete di vendetta deve sostituirsi la sete di giustizia. La Diocesi di Piazza Armerina intende collaborare con le istituzioni e le associazioni per promuovere la tutela dell’infanzia, in particolare con l’Associazione Meter che, mi auguro, possa presto inaugurare uno sportello a Barrafranca”.
Alla fine della celebrazione, Don Fortunato ha voluto esprimere tutto il rammarico e il disgusto per questo gesto, simile ad altri, che priva bambini innocenti di un diritto fondamentale: il diritto alla vita. “Non è tollerabile che in una città sia a piede libero un assassino. Spero che egli senta nel cuore l’esigenza di consegnarsi alla giustizia. Prego per questo paese con le finestre socchiuse, prego per Francesco che era solo un bambino, e per la famiglia Ferreri, per la quale non esistono più parole da poter rivolgere. Oggi, in mezzo a noi, c’è l’anima di Francesco che chiede ancora voce!”.
La piccola Denise ha dedicato un pensiero a Francesco: “Nella casa degli angeli sei tornato e dall’alto dei cieli sostieni e consoli tutti coloro che ti hanno amato. Ci guidi a comprendere di più la bellezza della vita, che un giorno una mano assassina ti ha tolto strappandoti alla tua famiglia e lasciando un vuoto immenso che non tutti possiamo capire”.
Il futuro è dei bambini e i bambini vanno aiutati a diventare il nostro futuro.
O credi o non credi. Se credi, e bestemmi, tu sei un vile balordo. Se non credi, e bestemmi, tu sei un imbecille. Scegli quel che vuoi.
– Perché bestemmi! Che ti ha fatto il Padre Eterno? Ti ha creato, ti conserva la vita, ti dà l’aria da respirare, la terra che ti sostiene, il cuore che batte, la lingua, sì quella così sporca con cui l’insulti. Che ti ha fatto Cristo Dio? Si è fatto uomo per te, è morto per te, ha istituiti i sacramenti per te, ti vuol salvare coi meriti del suo sangue. Che ti ha fatto Maria Santissima? Ti ha amato qual tenera madre. Che ti hanno fatto i Santi? Hanno predicato Cristo, hanno esteso la Chiesa, hanno aperto gli ospedali, gli asili, hanno consolato gli afflitti, hanno fatto le opere di carità. E se è così perché bestemmi?
Bestemmiatore! Tu fai spesso sentire la rauca tua voce vomitando insulti contro Dio, la Vergine, i santi. Ma contro te quattro voci si alzano potenti per protestare e gridare unanimi la tua condanna. Sai tu quali sono queste quattro voci? Eccole: 1. La voce di Dio; 2. La voce dei santi; 3. La voce dei saggi antichi e moderni; 4. La voce degli increduli stessi che non hanno rinunciato al buon senso. Ascolta queste voci, pensa e trema.
Dimmi le tue scuse, o bestemmiatore
bestemmio per collera.. Bella scusa. Se io quando mi sento adirato incominciassi a dare a te che mi sei vicino, degli schiaffi,saresti tu soddisfatto se mi scusassi dicendo: Ho fatto così per collera?
Bestemmio per abitudine… Bella scusa. Se io per abitudine ti tirassi le orecchie e mi scusassi col dire: Lo faccio per abitudine, non parleresti?
Bestemmio perché gl’interessi vanno male… Bella scusa. Te li fanno andare meglio le bestemmie? Ma le bestemmie ti porteranno le maledizioni di Dio nei tuoi interessi. Che diresti se io a spengere un incendio usassi petrolio o della polvere da scoppio?
Bestemmio perché non mi posso trattenere … Bella scusa. Se fosse così saresti un vero demonio. Senti: se ogni bestemmia ti costasse un soldo, tu cesseresti presto. E non costa più l’anima?
bestemmi perché usa così.. Bella scusa. Se si usasse far da cretino, lo faresti tu? E se glia ltri si gettassero nel pozzo, ti ci butteresti tu?
Bestemmio perché Dio mi castiga… Bella scusa. Se Dio ti castiga pei peccati vecchi, ti castigherà di più, se ne fai di nuovi. E che cosa potrai tu fare a Dio? potrai tu cacciarlo dal cielo? Non sei tu avanti a Dio, meno che un verme?
Guardando l'acquilone che vola nel cielo blu infinito rimani a pensare sugli interrogativi della vita, e uno di questi è Dio. Dio in fin dei conti e come un acquilone che vola, irraggiungibile e con forme diverse. Chi guida l'acquilone siamo ognuno di noi legati a Lui da un filo sottilissimo che ci permette di restare insieme. Questa è la fede. Essendo sottilissimo, molte volte è facile che si spezza facendo volare l'acquilone in una direzione opposta alla nostra e quando la speranza di non trovarlo più subentra, ci distacchiamo del tutto. Il rapporto uomo-Dio non so se è paragonabile all'acquilone ma la convinzione di credere in un rapporto ci da FORZA di continuare a cercarlo. E alla fine chi cerca trova!
Vorrei avere il coraggio di essere come te...
Nicolò
"Egli è la roccia... perfetta è la sua opera... Tutte le sue vie sono giustizia"
W LA SPERANZA
Arianna
Essere animatori è uno stile di vita che dimostra la voglia di vivere che hanno i giovani. W IL GREST
Ismaele
L'amore del padre della gioventù è la nostra fonte di energia
Andrea
Un inizio spettacolare e indimenticabile...
Elisa
Per me è stata una giornata meravigliosa e piena di emozioni
Miriam
Adesso ha più senso svegliarsi presto la mattina!
Francesco M.
La giovinezza è il sale della vita
Stefano
Questa prima giornata di GREST è stata semplicemente strepitosa ricca di emozioni e tanta gioia e felicità che riescono a trasmetterti i bimbi attraverso la loro spontaneità e voglia di divertirsi!
Silvia
Ragazzi è un'esperienza unica quella che stiamo facendo! Per me è la prima volta e devo dire che ci sto mettendo tutta me stessa! Per me solo nel gioco siamo divisi in 4 squadre (tutte forti) ma in realtà siamo un unico gruppo unito e compatto che si vuole bene! Questa cosa mi è uscita dal cuore... Speranzosi, Gioiosi, Poetici e Allegri... insomma amici miei VI VOGLIO TROPPO BENE!!!
Federica
Giunta al X GREST riesco ancora ad emozionarmi... Don Bosco e tutto ciò che lo riguarda è un'emozione forte che se ti invade il cuore non se ne va più!
Rosa Linda
" ..La giovinezza senza la bellezza ha pur sempre del fascino; la bellezza senza la giovinezza non ne ha alcuno.. " Arthur Schopenhauer
La giovinezza: nessuno ormai ci crede ma tutti la rimpiangono, perchè nn l'hanno mai vissuta.. E' ora di cambiare tutto.. Noi giovani animatori siamo la piena dimostrazione di quanto la giovinezza esiste e di quanto sia bello viverla..
h 9:00 Arrivo / Raduno / Organizzazione corteo (posteggiare i pulman p.zza Michele Fiore vicino villa comunale
h 10:00 Inizio Marcia della Giustizia (viale Generale Cannada)
h 11:00 Fine marcia / Celebrazione Eucaristia in Memoria di Francesco celebrata dal Vescovo Mons. Michele Pennisi (arrivo piazza Regina Margherita di fronte al comune)
h 12:00 Conclusione con intervento del I cittadino e il Messaggio di don Fortunato Di Noto, lancio dei palloncini
per Francesco Ferreri, il ragazzo ucciso a Barrafranca il 16 dicembre 2005, da parte dei familiari e di tante persone si chiede giustizia.
Non innanzitutto la giustizia degli uomini, ma quella di Dio che coincide con la divina misericordia e la salvezza come pienezza dei beni eterni , che Francesco ha già ottenuto. A questa giustizia si riferiva Gesù quando diceva Gesù nel discorso della Montagna: «se la vostra giustizia non sorpasserà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 5,1). «Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati» (Mt 5,6).
Ma è importante anche chiedere la giustizia degli uomini. Ebbene, oggi, a quasi 5 anni dal suo omicidio, purtroppo non sappiamo chi ha compiuto quell’efferato gesto. Non sappiamo chi è l’omicida che uccidendolo lo ha strappato ai suoi familiari ed ai suoi amici.
Per tenere alto il valore della giustizia invito tutte le parrocchie e i movimenti della Diocesi insieme ai loro “GREST” e gli uomini e le donne di buona volontà ad aderire alla manifestazione che stiamo organizzando insieme all’associazione Meter di don Fortunato Di Noto.
La manifestazione, si terrà giorno 9 luglio Barrafranca dalle ore 9.00 alle ore 12.30.
Dai bambini e dai ragazzi deve innalzarsi la richiesta di “GIUSTIZIA PER FRANCESCO” per contrastare la vergognosa omertà che spesso attanaglia la nostra isola e permette agli assassini di Francesco e di tanti altri innocenti di camminare liberamente per le strade.
Vi attendo numerosi mentre vi saluto molto cordialmente e Vi benedico.
+ Michele Pennisi
LETTERA APERTA DELLA MAMMA DI FRANCESCO
Francesco, figlio mio adorato, in questo periodo i tuoi compagni di scuola preparano feste per il loro diciottesimo compleanno, io a volte penso che - quasi quasi - è come se tu non avessi mai avuto compagni di scuola, compagni di gioco, mai conosciuto persone, eppure andavi a scuola, frequentavi il PON, giocavi a pallone, andavi in giro per il paese.
Nessuno sa! Nessuno ha visto niente! Francesco, ora che i tuoi compagni hanno compiuto 18 anni spero che parlino per farti giustizia e per dare risposta alle domande assillanti ed inquietanti che si pongono i cittadini barresi.
Qualunque sia la verità, figlio mio, il tuo martirio non può e non deve restare impunito.
C’é veramente il vuoto assoluto intorno a me in cui si aggira indisturbato un assassino libero, la cui esistenza, dalla fine del processo e dal suo risultato, fà tremare e inquieta la mente di centinaia di genitori, come tormenta la mia.
Si è parlato di una stalla, di pedofilia, sei stato ritrovato lontano da casa, qualcuno ti ha portato là, Francesco tante cose dicono chiaramente che tu non sei stato il primo che questa brutta non è cominciata con te proprio per questo credo che bambini e adulti sanno e possono parlare...
Possono aiutare me, tuo padre, tuo fratello, altri bambini ma sopratutto te che ancora gridi ed implori giustizia...
Ecco il testi dell'inno del GREST e del canto di Preghiera:
"Musica musica mia" - Inno
Già più di un secolo fa, c'era chi pensava a noi...c'era chi aveva già considerato che il tuo futuro sei tu. E lui tifava per noi, perchè contava su chi, con la speranza e la voglia di vivere, coltiva la vita sua.
Era lui troppo Santo se scopriva nella fede l'allegria; era lui troppo forte se insegnava che l'amore è una... poesia.
Già più di un secolo fa, lui diffondeva nel mondo la carità perchè contava su noi.
Ecco perchè siamo qua a raccontare di lui, a raccontare di un prete di tutti noi, a raccontare per lui.
"Io lo so cosa è il cuore: è una musica che suona dentro noi; viaggerà coi tuoi sogni su quel treno che ti porta dove vuoi."
Ecco perchè l'allegria, ecco perchè la poesia, ecco perchè quella voglia di vivere...musica musica mia. Sogni e speranze per me sono la musica mia, che mi trasmette la gioia di vivere...musica musica mia...che mi trasmette la gioia di vivere, perchè diventa amore per te.
"Seguendo quel sogno" - Canto di preghiera
Nei cuori giovani di tutto il mondo, il suo ricordo, un prete semplice, diceva sempre : “ Per voi giovani,io spendo tutto e non voglio niente. C’è un Dio che crede in noi, ci fa sognare cose in grande, a realizzarle io vi aiuterò. Perché la vita conta su di voi. Datele un senso, non è tempo perso. Ché la felicità attende chi la cerca”. Vorrei avere il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani, che ancora stanno cercando momenti di felicità. Ma non è facile restare in piedi, sicuramente so che sbaglierò, lasciare il mondo come hai fatto Tu. Correre il rischio di sentirmi solo, per fare come te. Molto lavoro affronterò, perché per impegnarsi con i giovani è necessaria molta volontà. Sguardo sempre attento, cuore sempre pronto e familiarità per camminare insieme. Vorrei avere il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani,che ancora stanno cercando un futuro di felicità. Seguendo Te col tempo ho aperto il cuore ho visto che lì, c’era un sogno da vivere e credere. Crescendo lentamente ho scelto anch’io il tuo sentiero. E quando avrò paura dei sogni, dei giorni del mondo, ti chiederò il coraggio di essere come sei Tu, dedicare la vita ai giovani che insieme riscopriranno la voglia di vivere. E ancora oggi il Tuo sogno continua con me.
Il 12 e 13 giugno, a Piazza Armerina presso il plesso Fontanazza della Scuola Elementare “Rocca Chinnici”, l’associazione Libera per la lotta contro la mafia ha organizzato la manifestazione “Libera tutti in Piazza”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
A meno di 24 ore dalla nomina, abbiamo intervistato Umberto Di Maggio (nella foto a destra), presidente di Libera Sicilia.
Perché avete scelto Piazza Armerina come sede di questo evento?
Da quando siamo nati, questa è la prima assemblea di Libera in Sicilia. Libera non ha l’ansia di piantare le bandierine, di festeggiare la conquista di un territorio. Libera è un’associazione di associazioni che lavora territorialmente, che è presente oggi in tutte le regioni d’Italia, in trenta stati in Europa con quaranta associazioni e anche in Messico. Più che un’associazione noi siamo una rete, pertanto quando lavoriamo nei territori per creare questo cosiddetto associazionismo antimafia abbiamo ben chiaro che affinché le mafie nel nostro territorio – sto usando il plurale, sto dicendo mafie – cessino di esistere, come tutti auspichiamo, è necessario fare un patto; il patto è “Se ognuno fa qualcosa”, come diceva don Pino Puglisi a Brancaccio, se ognuno fa qualcosa e questo qualcosa è: lavoriamo nei territori, lavoriamo lì dove c’è bisogno, e la nostra Sicilia ha interamente bisogno di noi. Ecco perché abbiamo pensato a Piazza Armerina, provincia di Enna, un territorio al centro della Sicilia dove Libera non ha ancora la bandierina piantata, ma questa iniziativa è sicuramente un punto di partenza. Vogliamo unire tutte le forze che augurano un destino migliore a questa Terra, e per questa Terra intendo tutta la nostra regione.
Quali sono stati gli eventi di questi due giorni?
Il sabato, primo giorno, si è tenuta l’assemblea regionale con l’elezione del primo presidente di Libera Sicilia. Sono felicissimo ed onorato di aver ricevuto questo incarico, che ancora mi fa tremare le gambe, mi fa battere il cuore. A questo momento hanno partecipato tutte le associazioni che hanno aderito e fanno parte del nostro circuito, associazioni di associazioni ma anche di cittadini che non hanno rappresentanti che vogliono potersi spendere.
A questo primo mento è seguito, la domenica, il momento formativo o meglio informativo, nel senso proprio del termine, perché non c’è formazione che non passi attraverso la comunicazione di cosa si può fare. Ci si è organizzati per tavoli di discussione, per workshop. Non ci sono stati relatori, ma solo facilitatori; ai professori che fanno convegni o conferenze preferiamo lo scambio orizzontale.
Si è tenuto il workshop “Informazione e giornalismi antimafia”, a cui hanno partecipato Pino Maniaci, direttore dell’emittente televisiva palermitana “Telejato”, nota per le sue campagne contro Cosa nostra, e tantissimi altri “Giornalisti giornalisti” sotto scorta. I “giornalisti giornalisti”, come diceva Giancarlo Siani, cronista vittima della camorra, non si accontentano della Velina, del gossip e della notizia che passa. I giornalisti oserei dire “normali” tirano a campare, pensano al guadagno più che alla potere dell’informazione. I “giornalisti giornalisti”, invece, vanno a fondo, scavano la notizia e probabilmente danno le informazioni che per qualcuno sono scomode e purtroppo in questa Terra continuano ad essere uccisi, continuano ad essere minacciati. Di questo grandissimo momento, ad esempio, i nostri giornali hanno detto ben poco, probabilmente hanno riservato il posto a qualcun altro. Ma a noi non importa e rilasciare un’intervista a questo giornale è già un buon segno di ciò che si sta facendo.
C’è stato un altro tavolo in cui si è parlato di diritti. Libera – è questa la proposta che farà l’assemblea regionale – deve ancor di più essere un movimento cittadino, Libera deve intestarsi delle altre battaglie che a prima vista non sembrano battaglie contro la mafia, ma lo sono. La battaglia per l’acqua pubblica, la battaglia per i diritti dei migranti, la battaglia contro questo maledetto ponte sullo Stretto che a nostro parere non unirà affatto due coste ma due cosche, questo ponte che francamente rappresenta una spesa inutile e una fonte di problemi per la nostra Isola.
Un altro tavolo è stato quello in cui si è parlato di beni confiscati e di antiracket, che è il motivo principale per cui ci spendiamo con forza da sempre, in cui sono stati presenti testimoni di giustizia e familiari di vittime di mafia. La memoria e l’impegno: la memoria si declina nell’impegno quotidiano.
Un ultimo ma non per questo meno importante tavolo è stato quello di educazione alla legalità, cui hanno partecipato gli insegnanti delle scuole con le quali implementiamo quotidianamente tutti i nostri progetti di educazione alla legalità, parola che va declinata con responsabilità, cittadinanza, libertà.
Pensa che questo evento sia servito a scuotere le coscienze?
Questo è stato uno dei primi passi che Libera in questa Terra ha fatto, anche se con fatica. Dopo averne fatti altri ci fermeremo, guarderemo i passi fatti - noi siamo innamorati della metafora dei passi, del cammino, che è la metafora di Peppino Impastato e di tutto quel mondo che ci sta vicino e che vuole fortemente questo percorso - ci fermeremo e guarderemo quello che abbiamo fatto. C’è un mondo che ci vuole slegati, tristi, musoni, annoiati. Quando ci fermeremo e festeggeremo, il prossimo appuntamento sarà ancora più festoso di questo, potremo raccontarci quello che eravamo, vederci come siamo e riprogrammare quello che faremo. C’è bisogno di essere in tanti, per questo l’impegno è di sperimentare questo movimento nei territori dove Libera ancora non riesce a creare le condizioni giuste per essere stabile, per essere un coordinamento. Libera farà un passetto indietro laddove sarà necessario, che non è il passo indietro di chi ha paura ma è il passo indietro che darà protagonismo a tutte quelle associazioni che fanno e faranno parte della nostra rete e vogliono anche intestarsi la battaglia contro le mafie.
Avete incontrato difficoltà nell’organizzare questo evento?
Organizzare un evento del genere a livello operativo è semplice, abbiamo avuto subito la disponibilità da parte dell’amministrazione, e di ciò siamo felicissimi. Grande appoggio ce lo ha dato la diocesi, non c’è neanche stato bisogno di chiedere, e questo da la misura della sensibilità. Purtroppo c’è un segno opposto, che è il male che non aiuta questa nostra Nazione, che è l’assoluta impossibilità di pensare al plurale. Don Ciotti dice sempre che solo il “noi” vince. Libera va avanti al di là dei nomi e dei cognomi, gli unici nomi e cognomi che fanno parte del nostro dna sono quelli delle vittime, che ricordiamo ogni anno; ma i nomi dei coordinatori, dei referenti, contano davvero poco. Ciò che ha importanza è lo spirito di squadra. Le mafie ci vogliono slegati, ci vogliono atomi, perché facilmente attaccabili. Difficile fare rete in questa nostra Terrain cui persistono le invidie e un desiderio esasperato di protagonismo, di essere l’unico e il più adatto ad intestarsi certe battaglie, è questa la difficoltà. Dovremmo tutti fare un passo indietro, dimenticare il nostro nome e cognome e pensare al plurale, pensare che io sono Peppino Impastato, io sono Giovanni Falcone, io sono Rocco Dicillo, e così via! Il mio volto non vale assolutamente nulla, ciò che faccio lo faccio per chi verrà dopo di me e per chi è qui con me ed evidentemente condivide questo messaggio. Fortunatamente sento che ciò sta accadendo.
La ringrazio…
Non ringraziarmi! Perché quello che faccio, quello che facciamo è il nostro dovere. Se siamo cittadini, se vogliamo sentirci cittadini, come diceva il buon Gramsci, non dobbiamo essere indifferenti. Si ringrazia chi fa le cose suo malgrado, quindi non ringraziarmi e io non ti ringrazio, piuttosto diciamoci “Arrivederci”!
"Libera.Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" nasce il 25 marzo 1995 con l'intento di opporsi attivamente alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Oggi Libera conta oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.
Sabato 5 giugno presso il Campo Comunale “S. Antonio” si è svolto il terzo Memorial “Dario Pernice”, organizzato da Massimo Parlascino, presidente del Comitato Provinciale Polisportive Giovanili Salesiane di Enna, in collaborazione con il coach della Studentesca Armerina Renato Minacapilli. Un triangolare di calcio a 5 che ha visto scendere in campo i giovanissimi giocatori, dagli 11 ai 13 anni, delle tre squadre piazzesi Mosaici, Studentesca Armerina e SS Crocifisso Sole Luna. Un pomeriggio soleggiato, quello di sabato, in cui si sono intrecciati valori sportivi, emozioni e ricordi. “Il Memorial è stato promosso nel segno dell'amicizia e per non dimenticare”, spiega mister Minacapilli. Dario, studente modello del Liceo Scientifico Statale “Vito Romano” della città, in cui ha conseguito la maturità con il massimo dei voti nel 2005, ci ha improvvisamente lasciati il 6 agosto dello stesso anno in seguito ad un arresto cardiaco. Chi lo ha conosciuto sa quanto amasse il calcio e la Nazionale; sa del suo desiderio di assistere alla finale del Mondiale 2006 e di festeggiare l’Italia Campione del Mondo. Desiderio esaudito, ma scendere in strada a sventolare la bandiera dell’Italia non gli è stato possibile.
Al Memorial sono stati presenti anche i genitori e la zia di Dario. Al momento della premiazione, il padre ha voluto ringraziare in modo particolare i giovanissimi calciatori che hanno dimostrato come si sta in campo, al contrario di altri celebri giocatori, e ha elogiato Alessandro, portiere della Studentesca, vincitrice del torneo, il quale tanto gli ha ricordato il figlio che giocava nello stesso ruolo, con il numero 12.
Dario è un Messaggio d’Amore per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e condividere una parte del viaggio che è la vita con lui, è Messaggio d’Amore che può “riuscire a ‘bucare’ l’animo di molti giovani che vorranno riconoscersi nel suo esempio per costruire un progetto di vita improntato alla semplicità dell’amore”, come scrive la zia Enza Russo nel libro “Vivere d’Amore. Dario, una vita che continua”, pubblicato nel 2008, i cui proventi sono devoluti alla ricerca scientifica per la morte improvvisa in giovane età.
La Nazionale Italiana di calcio, intanto, si prepara a giocare un altro Mondiale; avrà un tifoso speciale, da Lassù.
AVVISO: TUTTI I RAGAZZI INTERESSATI A PARTECIPARE AL GREST SALESIANO DI P.A. COME ANIMATORI E NON HANNO PARTECIPATO L'ANNO SCORSO NE' FREQUENTATO IL CORSO ANIMATORI INVERNALE, SONO INVITATI A PARTECIPARE ALLA RIUNIONE DI LUNEDI' 14 GIUGNO ALLE H 19.00 PRESSO L'OSTELLO DEL BORGO. PASSATE PAROLA A CHI E' INTERESSATO! Rosa Linda